Cerca
 
 

Risultati per:
 


Rechercher Ricerca avanzata

Ultimi argomenti
» Le recensioni: dott. Giovanni Albano
Mar 27 Feb 2018 - 14:40 Da Flavia Vizzari

» Antologia poetica letteraria a cura di Giuseppe La Delfa In omaggio a L. Pirandello
Lun 12 Feb 2018 - 10:15 Da Flavia Vizzari

» NUOVI SUCCESSI DI PIPPO
Lun 12 Feb 2018 - 10:10 Da Flavia Vizzari

» Antologia poetica letteraria a cura di Giuseppe La Delfa In omaggio a Ignazio Buttitta
Lun 18 Dic 2017 - 8:27 Da Giuseppe La Delfa

» “Natale in via Margutta”
Ven 15 Dic 2017 - 11:59 Da ninnetta

» ROMA IN 9 TAPPE
Dom 3 Dic 2017 - 0:16 Da Flavia Vizzari

» “EMOZIONI DI ARTE E DI MODA”
Dom 3 Dic 2017 - 0:15 Da Flavia Vizzari

» Commento critico di Flavia Vizzari de Il Granchio di S. Mazzei
Dom 3 Dic 2017 - 0:11 Da Flavia Vizzari

» LU ME' SICILIANU
Ven 20 Ott 2017 - 10:37 Da Flavia Vizzari

» Gualtiero G. Canu
Mer 11 Ott 2017 - 16:41 Da Flavia Vizzari

» LE POESIE DI DON RAFFAELE APRILE
Sab 30 Set 2017 - 16:54 Da Giuseppe La Delfa

» Premio Buttitta di Favara
Ven 1 Set 2017 - 9:45 Da Flavia Vizzari

» Poeti veri e poeti falsi
Dom 30 Lug 2017 - 20:31 Da Flavia Vizzari

» Un artista inizia ad essere tale ...
Dom 30 Lug 2017 - 20:22 Da Flavia Vizzari

» Premio Carrà-Tricali a Lentini (Sr)
Gio 20 Lug 2017 - 18:00 Da Giuseppe La Delfa

» Premio Renato Guttuso 2017
Gio 20 Lug 2017 - 17:54 Da Giuseppe La Delfa

» PREMIO NAZIONALE DI POESIA ASAS
Gio 25 Mag 2017 - 1:08 Da Flavia Vizzari

» INNO DELL'A.S.A.S.
Gio 25 Mag 2017 - 0:52 Da Flavia Vizzari

» ARTEINCENTRO "messinaweb.eu"
Mar 16 Mag 2017 - 15:49 Da Flavia Vizzari

» Premio di Poesia, Narrativa e Teatro “Memorial Giovanni Leone” – I valori della famiglia - 1^ Edizione
Gio 11 Mag 2017 - 17:35 Da carmy77

» Poesia e recensione per Giovanni Fontana di Castellammare del Golfo
Sab 22 Apr 2017 - 20:16 Da Giuseppe La Delfa

» IL MAGGIO DEI LIBRI dell'ASAS 2017
Sab 22 Apr 2017 - 8:24 Da Flavia Vizzari

» LUIGI TERRANOVA
Sab 22 Apr 2017 - 8:19 Da Flavia Vizzari

» RENATO DI PANE: BIOGRAFIA E NOTIZIE
Lun 3 Apr 2017 - 11:56 Da Flavia Vizzari

» Premio Letterario Nazionale “L’ANFORA DI CALLIOPE”
Lun 3 Apr 2017 - 9:14 Da Flavia Vizzari

» Tempo
Lun 3 Apr 2017 - 9:11 Da Flavia Vizzari

» Premio RENATO GUTTUSO
Mer 29 Mar 2017 - 16:49 Da Flavia Vizzari

» Benvenuto Pino
Mer 29 Mar 2017 - 16:47 Da Flavia Vizzari

» GRAMMATICA SISTEMATICA di Arturo Messina - Sr
Mer 29 Mar 2017 - 9:22 Da Giuseppe La Delfa

» Giuseppe La Delfa
Mer 29 Mar 2017 - 9:10 Da Giuseppe La Delfa

Navigazione
 Portale
 Forum
 Lista utenti
 Profilo
 FAQ
 Cerca
Agosto 2018
LunMarMerGioVenSabDom
  12345
6789101112
13141516171819
20212223242526
2728293031  

Calendario Calendario

Bookmarking sociale

Bookmarking sociale digg  Bookmarking sociale delicious  Bookmarking sociale reddit  Bookmarking sociale stumbleupon  Bookmarking sociale slashdot  Bookmarking sociale yahoo  Bookmarking sociale google  Bookmarking sociale blogmarks  Bookmarking sociale live      

Conserva e condivide l’indirizzo di Il Forum della Lingua siciliana sul tuo sito sociale bookmarking

Conserva e condividi l'indirizzo di FORUM - SEMINARIO di ARTE e POESIA - LINGUA SICILIANA sul tuo sito sociale bookmarking

Flusso RSS


Yahoo! 
MSN 
AOL 
Netvibes 
Bloglines 



Il dialetto pugliese

Andare in basso

Il dialetto pugliese

Messaggio  Flavia Vizzari il Ven 7 Mar 2008 - 0:01

Ho notato una diversità tra il dialetto pugliese del salento e il pugliese del gargàno, curiosando per Web, ho trovato questa sintesi che mi appare molto interessante....

http://www.friendsofpuglia.org/dialetti/index.htm...
study
avatar
Flavia Vizzari
Spicialista
Spicialista


http://blog.libero.it/Artevizzari/

Torna in alto Andare in basso

Re: Il dialetto pugliese

Messaggio  Alfonso Chiaromonte il Sab 12 Lug 2008 - 16:54

Certo! C'è una diversità che deriva dagli uomini che si sono stanziati in quei luoghi. Diverse sono state le popolazioni che si sono succedute nel tempo, portando con sé tutto un bagaglio di cultura localle, a partire dalle proprie tradizioni.
Perciò il dialetto è sempre in continuo fieri.
avatar
Alfonso Chiaromonte
affiziunatu
affiziunatu


http://xoomer.alice.it/poggioimperiale

Torna in alto Andare in basso

Dialetto Pugliese

Messaggio  Patrizio Pregiato il Sab 12 Lug 2008 - 18:31

Si...e' vero...perche' non c'e un dialetto pugliese ma almeno tre - settentrionale (prov. di Foggia) quasi un dialetto napoletano, centrale (il barese) molto particolare, ma anche si trova nella prov. di Matera - Basilicata) e quello meridionale o salentino - prov. Lecce e una meta di Brindisi, se non sbaglio.
Il Salentino e' stato classificato come "siciliano" perche' c'e' la DD (o DDH) - ma questa si trova negli altri dialetti non classificati come siciliani come quasi tutta la Basilicata, una parte della Campania in prov. Salerno, la Sardegna ed anche in Corsica. Questo e' un fenomeno che si trova in una parte cosi' grande delle lingue latine che mi fa pensare che e' lo sviluppo naturale del latino che sarebbe la lingua italiana, almeno in tutto il sud - e la tendenza di togliere i vocali finali sara' stata per un'influenza che era entrata nel territorio dove oggi si parla un dialetto napoletano.
Chiedo scusa per gli sbagli - sono americano.
Ciao
avatar
Patrizio Pregiato
nutrìcu
nutrìcu


Torna in alto Andare in basso

Re: Il dialetto pugliese

Messaggio  Alfonso Chiaromonte il Sab 12 Lug 2008 - 22:29

Stai tranquillo, Stefano, sei stato molto chiaro.
Voglio aggiungere solo una cosa che quei tre grandi gruppi ,che tu hai citato, hanno diversi sottogruppi con una grande varietà di sfumature, di toni e di accenti. E' vero che il dialetto garganico prendo un po dal napoletano, ma è ricco di ispanismi e francesismi.
avatar
Alfonso Chiaromonte
affiziunatu
affiziunatu


http://xoomer.alice.it/poggioimperiale

Torna in alto Andare in basso

Dialetti Pugliesi

Messaggio  Patrizio Pregiato il Ven 18 Lug 2008 - 23:41

Grazie Alfonso,

Io so che ci sono dei sottogruppi in ogni dialetto ma sembra che questo occorra molto spesso nei dialetti occidentali (sia nel centro:abruzzese, un'altra regione che non possiede "un dialetto" ma tanti, che nel sud: quelli pugliesi) dove forse tutte le influenze uniscono. Forse puoi scrivere alcuni "ispanismi" e "francesisni" - cos'i possiamo paragonare con quelli siciliani - se ce ne sono.

Ciao,
Patrizio
avatar
Patrizio Pregiato
nutrìcu
nutrìcu


Torna in alto Andare in basso

Re: Il dialetto pugliese

Messaggio  Alfonso Chiaromonte il Sab 19 Lug 2008 - 10:39

Ciao Stefano, cerco di accontentarti.
Le forme di francesismi e ispanismi che scriverò sono tratti dal libro di Lorenzo Bove: Dummànne a l'acquarule se l'acqu'è fréscijche. Detti, motti, proverbi e modi di dire Tarnuise.
Edizioni del Poggio, luglio 2008.
avatar
Alfonso Chiaromonte
affiziunatu
affiziunatu


http://xoomer.alice.it/poggioimperiale

Torna in alto Andare in basso

Re: Il dialetto pugliese

Messaggio  Alfonso Chiaromonte il Sab 19 Lug 2008 - 10:42

Voglio fare una precisazione: Per Taunuése s'intende POGGIO IMPERIALE in prov. di Foggia, una cittadina che si trova alle falde del promontario del Gargano, vicino al lago di Lesina.
avatar
Alfonso Chiaromonte
affiziunatu
affiziunatu


http://xoomer.alice.it/poggioimperiale

Torna in alto Andare in basso

Re: Il dialetto pugliese

Messaggio  Alfonso Chiaromonte il Sab 19 Lug 2008 - 11:06

ECCO UNA PARTE DEL DIZIONARIETTO.


LA PRESENZA DELLA LINGUA
FRANCESE
NEL DIALETTO TARNUÉSE
A
Accattare (napoletano)
43 Alessia Mignone, Francesismi nel dialetto napoletano, a cura di Marcello
Marinucci, Università degli Studi di Trieste, 2005
146
Accattà (tarnuése)
“Comprare, acquistare”
- Accatt’e binne (napoletano)
- ‘Ccatt’e vènne (tarnuése)
“Compra e vende, bottegaio”
Una derivazione dal normanno acatar
Adacciare (napoletano)
‘Ddaccià (tarnuése)
“Tagliuzzare la carne, ridurre la carne a pezzi”.
Adattamento del francese antico hachier
Allum(m)are (napoletano)
“Accendere una luce, il fuoco, una candela e simili”
U lumìne (tarnuése)
“Fiammifero per accendere il fuoco, una candela e simili”
Dal francese antico a(l)lumer
Ammarrà(re) (napoletano)
Ammarrà (tarnuése)
“Socchiudere, accostare o chiudere del tutto porte, finestre,
ecc.”
Dal francese amarrer
Ammuccià (napoletano)
Ammuccià (tarnuése)
“Tacere, essere costretto a fare silenzio, subire un’offesa senza
protestare; nascondere”
Dal francese antico soi mucier (francese se musser)
Arènga (napoletano)
A rènghe (tarnuése)
“Aringa”
“Dolce di zucchero, caramella”
Dal francese bon bon
Brilocco (napoletano)
Berlòcche (tarnuése)
“Ciondolo per ornamento sul petto o al collo”
Dal francese breloque
Briòscia (napoletano)
Briòscije (tarnuése)
“Dolce fatto con farina, morbido, leggero, lievitato”
Dal francese brioche
Buatta (napoletano)
Buatte (tarnuése)
“Scatola”
Dal francese boîte
Buchè (napoletano)
Buchè (tarnuése)
“Fascio di fiori”
Dal francese bouquet
Bùccolo (napoletano)
Bòcchele (tarnuése)
“Ciocca di capelli arricciati, boccolo, ricciolo”
Dal francese boucle
Buffè (napoletano)
Buffè (tarnuése)
“Credenza, mobile per riporvi bicchieri, tazze”
Dal francese buffet
Buttèglia (napoletano)
Buttìglije (tarnuése)
“Bottiglia”
149
Dal francese bouteille ma anche dallo spagnolo botella
C
Cemmenèra (napoletano)
Cemmenère (tarnuése)
“Camino, fumaiolo di un’abitazione”
Dal francese cheminée
Chiappino (napoletano)
Chiappine (tarnuése)
“Astuto, malizioso, cattivo”
Dal francese scapin (o anche da chiappo “cappio”, per indicare
un persona degna del cappio)
Ciammuòrio (napoletano)
Ciamòrije (tarnuése)
“Forte raffreddore dell’uomo”
Gattò (napoletano)
Gattò (tarnuése)
“Torta preparata con patate e farcità con latticini, uova e carne
tritata”
Dal francese gâteau
Giaante/giagante/giaiante (napoletano)
Giajante (tarnuèse)
“Gigante, uomo dal fisico robusto e imponente”
Maysone/masone (napoletano)
Mascione (tarnuése)
“Casa, tenda, pollaio”
Detto tarnuése: “Au mascione” = rientrare a casa, mettere a
dormire, portare a letto qualcuno” [Ammasunare (napoletano)
= mettere a dormire, portare a letto qualcuno]
Dal francese maison
‘Mballà/’mpallare (napoletano)
‘Mballà (tarnuése)
“Gabbare, imbrogliare; mettere nel sacco; impallare (posizione
delle palle nel gioco del bigliardo)”
Dal francese emballer
Mèccia (napoletano)
Mmèccije (tarnuése)
“Calettatura, commettitura (tra due tavole di legno o d’altro
materiale)”
Dal francese mèche
Mèrca (napoletano)
Merchije (tarnuése)
“Marchio (contrassegno sui metalli); marca (a merce varia);
ferita, segno di ferita”
Detto tarnuèse: ”L’è fatte nu merchije ‘mbronde” = gli ha
lasciato un segno in fronte.
Dal francese antico merc
………….. ………… ……..

LA PRESENZA DELLA LINGUA
SPAGNOLA
NEL DIALETTO TARNUÉSE
A
Abbascio (napoletano)
Abbasce (tarnuése)
“Giù”
In dialetto tarnuése si dice anche “Capabbàsce” per indicare
una strada in discesa
Dallo spagnolo abajo
Abbuscà (napoletano)
Abbuscijcà (tarnuése)
44 Giovanna Riccio, Ispanismi nel dialetto napoletano, a cura di Marcello
Marinucci, Università degli Studi di Trieste, 2005
“Essere bastonato, buscarle”
Dallo spagnolo buscar
Abbrammata (napoletano)
Sbramàte /tarnuése)
“Affamato”
Dallo spagnolo bramar e anche dal francese bramer
Accaglià (napoletano)
Squaglijà (tarnuése)
“Scomparire, allontanarsi, non farsi più vedere”
In dialetto tarnuése si dice “Jè squaglijàte d’a cerculaziòne” per
indicare qualcuno che non si vede più in giro da parecchio
tempo
Dallo spagnolo callejear
Accapato (napoletano)
Capàte (tarnuése)
“Scelto, squisito, perfetto”
In dialetto tarnuése si dice, ad esempio, “Càpeme……duije
precòchele bbone” per significare “Sceglimi delle pesche
buone”
Dallo spagnolo acabar
Acciavattare (napoletano)
Acciavattà/’cciavattà (tarnuése)
“Fare le cose alla meno peggio, lavorare senza cura”
Dallo spagnolo zapata
Addonne (napoletano)
‘Ndó/andó/addó (tarnuése)
“Dove”
In dialetto tarnuése anche “Dind’a ‘ndó stà?” (alla
lettera:“Dentro dove sta?”)
Dallo spagnolo donde/adonde
Agghiustare (napoletano)
Aggiustà/ ‘ggiustà (tarnuése)
“Adattare, accomodare”
Arrassà/’rrassà (tarnuése)
“Allontanare, discostare, scostare; farsi in là”
Dallo spagnolo arrastrar
Arravogliare/arravuglià (napoletano)
Arrauglijà/’rrauglijà (tarnuése)
“Avvolgere, involgere, arrotolare”
Dallo spagnolo arrebujar
Arrecentare/arricentare/arrecentà/recentare (napoletano)
Rescijcarà (tarnuése)
“Risciacquare il bucato; rinnovare l’acqua nel lavare i piatti e i
bicchierie”
Dallo spagnolo arrebujar
Arrennamiento (napoletano)
“Appalto di gabelle fatto per azioni; imposta diretta di
consumo (restata in vigore a Napoli fino al 1806)”
Rrennemènte/ a rrènne (tarnuése)
“Prestito, cessione di un quantitativo di merce o di beni di
consumo contro l’impegno di restituzione di un quantitativo
equivalente o maggiore”.
Dallo spagnolo arrendamiento
Arreventare (napoletano)
‘Rreventà/ a ‘rreventà (tarnuése)
“Ridurre a mal termine”
In dialetto tarnuése “Madonna mije come sì ‘rreventàte” ed
anche “ Cóme sì rraddútte” = “Madonna mia come sei
ridotto”.
Dallo spagnolo reventar
Arrognare/arrugnarse/arrunchiarse (napoletano)
Arrungenàte (tarnuése)
“Contrarsi, restringersi in sé, rimpicciolirsi, raggranchiarsi,
rattrappirsi, rannicchiarsi”
Forse, dallo spagnolo arrugar
Boccije (tarnuése)
“Palla di legno per giocare a bocce”
Forse, dallo spagnolo bocha
Borraccia/vurraccia (napoletano)
Vurràccije (tarnuése)
“Borraccia, fiasca”
Dallo spagnolo borracha
Buttéglia (napoletano)
Buttìglije (tarnuése)
“Bottiglia, boccia di vetro”
Dallo spagnolo botella ma anche dal francese bouteille
Buffettone (napoletano)
Buffettone (tarnuése)
“Ceffone, schiaffo”
Dallo spagnolo bofetòn
C
Calandrèlla/calandrèlla/calandriello (napoletano)
Calandrèlle (tarnuése)
“Sole ardente, solleone”
Dallo spagnolo calenturilla diminutivo di calentura (febbre)
Capaddozzio (napoletano)
Capatàzze (tarnuése)
“Capintesta, capo, principale”
Dallo spagnolo capataz
Càpere/capè (napoletano)
Capè (tarnuése)
“Entrare, essere contenuto”
In dialetto tarnuése “Ce càpe o ‘nge càpe” = “C’entra o non
c’entra”
172
Dallo spagnolo caber
Capezza (napoletano)
“Capo, testa”
Capèzze (tarnuése)
“Redini, briglie”
Dallo spagnolo cabezza
Capësciòla/capisciòla (napoletano)
Capesciòle (tarnuése)
“Fettuccia, nastro”
Dallo spagnolo capichola
Capozziéllo/capuzzièllo (napoletano)
Capuzzèlle (tarnuése)
“Arrogante, prepotente, testardo”
Dallo spagnolo cabezudo
Castagnetta (napoletano)
Castagnette (tarnuése)
“Nacchera”, strumento sul tipo delle nacchere; schioccare le
dita
Dallo spagnolo castañeta
Chìcchera (napoletano)
Chìchere (tarnuése)
“Piccola tazza per bevande”
Uno scioglilingua tarnuèse recita così:
“Tazze, chichere, chichere e tazze; tazze, chicchere, chichere,
chichere e tazze”
Dallo spagnolo messicano xícara
Ciaccà/Sciaccà (napoletano)
Scijaccà (tarnuése)
“Percuotere, colpire, ferire”
Dallo spagnolo achaque
Ciappa/ciappètta (napoletano)
Cciappètte (tarnuése)
“Fermaglio, gancio, fibbia, borchia”
173
Dallo spagnolo chapa
Ciòffa (napoletano)
“Nastro di seta o stoffa normale cucita in modo da simulare
gonfiezza (sbuffi in manica, ecc.)
Ciòffe/‘ngiuffate (tarnuése)
“Di abito femminile con gonfiezze e sbuffi/di persona che
indossa un abito con gonfiezze e sbuffi”
Dallo spagnolo chofe
Compremento (napoletano)
Cumplemènde (tarnuése)
“Attenzione, regali, generosità usata in occasione
ordinariamente di feste, visite, ospitalità, momenti d’allegria,
ecc.”
Dallo spagnolo cumplir
Comprìanno (napoletano)
Combleànne (tarnuèse)
“Compleanno, anniversario”
Dallo spagnolo cumpleaños
Correa (napoletano)
Curreije (tarnuése)
“Correggia, cintura di cuoio destinata a vari usi, per affilare
rasoi, per sostenere i calzoni alla cintola, ecc.”
Dallo spagnolo correa
Cosere (napoletano)
Còscije (tarnuése)
“Cucire”
Dallo spagnolo cosèr
Crianza (napoletano)
Creanze (tarnuése)
“Educazione,maniere civili, buona educazione”
Dallo spagnolo crianza
174
D
Desditta/disdetta (napoletano)
Desdètte/sdètte (tarnuése)
“Disgrazia, infortunio; sfortuna, sventura”
Dallo spagnolo desdicha
Don/donno/donna (napoletano)
Don/donna (tarnuése)
“Titolo onorifico che si premette ai nomi propri di persona”
Dallo spagnolo don e doña
E/F
Fanfarone/fanfarone (napoletano)
Fanfarròne (tarnuése)
“Chiacchierone, vanesio, ciarliero, faccendone, millantatore”
Dallo spagnolo fanfarrón
Friso (napoletano)
Frìse (tarnuése)
“Fregio, fregio per abiti, ornamento, laccio, trina”
Dallo spagnolo friso
Frìsole/frìsule/fasùle/ (napoletano)
Fascijùle (tarnuése)
“Denaro, denari, monete”
In dialetto tarnuése “Fascijùle cucìvele” = “Denaro contante”
Dallo spagnolo frìsoles
Fùnneco (napoletano)
“Fondaco, specie di corte abitata tutt’intorno da povera gente,
così detta dall’essere già stata ognuna di esse ricetto di
esercenti uno stesso mestiere o traffico”
175
Fùneche (tarnuése)
“Negozio di tessuti”
A Poggio Imperiale c’era “ U fùneche de Pagliapaglie”
Dallo spagnolo fóndago
G
Giarra (napoletano)
Ggiàrre (tarnuése)
“Giara, brocca”
Dallo spagnolo jarra
Gnògno (napoletano)
Gnògnere (tarnuése)
“Chi fa l’indiano, lo gnorri”
Dallo spagnolo ñoño
Grancascia (napoletano)
‘Rancascije/ ‘rangascije (tarnuése)
“Grancassa, grande tamburo”
In dialetto tarnuése “U ‘rangascijere” corrispondeva al
suonatore di grancassa.
Dallo spagnolo gran caja
Guappo (napoletano)
“Bravaccio, smargiasso, camorrista”
Uàppe (tarnuése)
“Smargiasso; ostentare coraggio, eleganza; sfoggiare”
Dallo spagnolo guapo
I
176
Incartamènto (napoletano)
‘Ncartaménde (tarnuése)
“Fascicolo, inserto”
Dallo spagnolo encartamiento
L
Lazzaro (napoletano)
“Plebeo, becero, ragazzo lacero e scostumato, costretto a tutti i
mestieri per vivere”
- Lazzarièllo = monello, scostumato, fanciullo della
plebe;
- Lazzaróne = uomo rozzo e scostumato.
Lazzaróne (tarnuése)
“Persona dominata da furbesca avidità o da un’indisponente
pigrizia”45
Dallo spagnolo lázaro
Limpeto (napoletano)
Lìmpete (tarnuése)
“Limpido, pulito”
Dallo spagnolo limpiar
Linto (napoletano)
Lìnde (tarnuése)
“Lindo”
Linde e pinde = “Curato nel vestire, tirato a lucido, in
ghingheri”
45 Giacomo Devoto e Gian Carlo Oli, Dizionario Devoto Oli della Lingua
Italiana, Edizione 2004 – 2005, a cura di Luca Serianni e Maurizio Trifone,
Le Monnier Editore, op. cit.
177
Dallo spagnolo lindo
, farneticare”
Dallo spagnolo desvariar
……. …… …………

Scamozze/scamorza (napoletano)
Scamorze (tarnuése)
“Sorta di caciocavallo fresco a forma di piccola borsa
allungata” ed anche “Persona assai sciocca, babbeo”.
Dallo spagnolo escamocho
Scampare/scampà (napoletano)
Scampagnà (tarnuése)
“Cessare di piovere, tornare il sereno”
Dallo spagnolo escampar
Scapéce/ascapéce (napoletano)
Scapéce (tarnuése)
“Modo di condire fritture di zucchine, di pesci ed altri cibi con
aglio, aceto ed erbe aromatiche”
Dallo spagnolo escasbeche
Scapezzare (napoletano)
Scapezzà (tarnuése)
“ Piegare la testa, chinare il capo; tagliare il collo”
In dialetto tarnuése “Scapezzà” o anche “Scapezzà de sonne”
vuol dire “Cader morto di sonno, cascar dal sonno”.
Forse, dallo spagnolo descabezar
Sciàrra/fà sciàrra (napoletano)
Scijàrre/ffà scijàrre (tarnuése)
“Rissa, briga, contesa; prendere briga, entrare in contrasto,
rompere un’amicizia”
Improbabile derivazione dallo spagnolo charrada, più
probabile derivazione dall’arabo šarra
Scorriato/scurriàto (napoletano)
Scuriàte (tarnuése)
“Frusta, sferza”
U scuriàte veniva utilizzato per incitare i cavalli a correre più
forte, senza frustrarli, ma solamente facendolo “scruccà”
(schioccare) nell’aria.
Dallo spagnolo zurriaga
184
Sòga (napoletano)
Zòche (tarnuése)
“Fune, corda”
Dallo spagnolo soga
Spantare/spantà/spanto (napoletano)
Scijecantà/Scijecantàte/Scijecànte (tarnuése)
“Meravigliare, stupire; meravigliarsi, spaventarsi;
sbalordimento, stupore, meraviglia; spavento, orrore”
In dialetto tarnuése “Me sònghe peglijàte ‘nu scijecànte” =
“Ho preso uno spavento”
Dallo spagnolo espantar/se
Supressàta (napoletano)
Supprescijàte (tarnuése)
“Salame piccolo, salamino assai compresso”
Dalla spagnolo sobrasada
T
Tabbàcco (napoletano)
Tabbàkke (tarnuése)
“Tabacco”
Dallo spagnolo tabaco
Tamàrro (napoletano)
Tamàrre (tarnuése)
“Rustico, villano, villanzone”
Dallo spagnolo tàmara e anche dall’arabo tammar
Tavùto/taùto (napoletano)
Taùte (tarnuése)
“Bara, cassa mortuaria”
Dallo spagnolo ataúd e anche dall’arabo tabut
Terróne/torróne (napoletano)
185
Terróne (tarnuése)
“Torrone, dolce fatto con mandorle, nocciole, miele, pistacchi e
zucchero”
Dallo spagnolo turrón (altri sostengono che la voce sia un
prestito dal francese touron, dal nome della città di Tours in
cui nel giorno di S. Martino Turonense si usava mangiare
questo dolce).
Tosello (napoletano)
“Baldacchino con sedia regale”
Tusèlle (tarnuése)
“Addobbo di chiese in occasione di particolari festeggiamenti”
Dallo spagnolo dosel
Trezzejare/terzejare/trezzià (napoletano)
“Scoprire, tirare su a poco a poco le carte da gioco”
In dialetto tarnuése a tale significato corrisponde il termine
“Prezzechijà”
Trezzià (tarnuése)
“Centrare, colpire nel segno”
Dallo spagnolo terciar
U
Usemà/uòsemo/ìrsene a uòsemo (napoletano)
Usemà/ùseme/ìrcene a ùseme (tarnuése)
“Fiutare; fiuto, annaspamento, traccheggio; conoscere a fiuto”
Dallo spagnolo osmar
V
Valànza (napoletano)
186
Velàngele (tarnuése)
“Bilancia”
- valanzèlla (napoletano)
- velangelèlle (tarnuése)
“Bilancetta, bilancino del farmacista”
Dallo spagnolo balanza
- valanzìno (napoletano)
- mulangìne (tarnuése)
“Terzo cavallo (o asino) aggiunto al tiro a due come
rinforzo”; “traversa cui tale cavallo si attacca mediante le
tirelle”
Dallo spagnolo balancìn
Vorzillo/vurzillo (napoletano)
Vurzìlle (tarnuése)
“Borsellino, taschino”
Dallo spagnolo bolsillo
Vuózzo (napoletano)
Vòzze (tarnuése)
“Gonfiore, bozzo, bitorzolo”
Dallo spagnolo boza
Z
Zembrillo (napoletano)
Zeperìlle (tarnuése)
“Omiciattolo, ragazzaccio, fanciullo”. In dialetto tarnuése è
anche l’equivalente di “scazzamaurèlle”.
Dallo spagnolo hombrecillo
Zito/zita (napoletano)
Zìte (tarnuése)
“Sposo novello, sposa novella”
Dallo spagnolo cito/cita
Zurro (napoletano)
187
Zurròne (ecc…..)
Villano, zotico, eozzo,
Dallo spagnolo zurron.
avatar
Alfonso Chiaromonte
affiziunatu
affiziunatu


http://xoomer.alice.it/poggioimperiale

Torna in alto Andare in basso

Re: Il dialetto pugliese

Messaggio  Alfonso Chiaromonte il Sab 19 Lug 2008 - 11:07

Ho tagliato molto, perché il messaggio superava i limiti consentiti.
Spero che ti sia utile... Ciao
avatar
Alfonso Chiaromonte
affiziunatu
affiziunatu


http://xoomer.alice.it/poggioimperiale

Torna in alto Andare in basso

Re: Il dialetto pugliese

Messaggio  Admin il Lun 28 Lug 2008 - 20:05

Alfonso Chiaromonte ha scritto:Ciao Stefano, cerco di accontentarti.
Le forme di francesismi e ispanismi che scriverò sono tratti dal libro di Lorenzo Bove: Dummànne a l'acquarule se l'acqu'è fréscijche. Detti, motti, proverbi e modi di dire Tarnuise.
Edizioni del Poggio, luglio 2008.

Scusa, ma perchè lo chiami Stefano? Si chiama Patrizio....


"... e chiovi" di Flavia VIZZARI - ediz. del Poggio * AGGIUNGI AL CARRELLO






Artista Flavia Vizzari


Presidente Asas e delegata Regione Sicilia Onlus Mecenate
......
Sito Personale : http://artevizzari.altervista.org

avatar
Admin
Spicialista
Spicialista


http://linguasiciliana.altervista.org

Torna in alto Andare in basso

Re: Il dialetto pugliese

Messaggio  Alfonso Chiaromonte il Lun 28 Lug 2008 - 22:17

Hai ragione... stavo parlando con Stefano al cell ed ho scritto Stefano.
Scusami, Patrizio.... Ma lo scritto era rivolto a te. Ciao
avatar
Alfonso Chiaromonte
affiziunatu
affiziunatu


http://xoomer.alice.it/poggioimperiale

Torna in alto Andare in basso

Re: Il dialetto pugliese

Messaggio  Patrizio Pregiato il Mer 30 Lug 2008 - 3:17

Non te ne preoccupare .... ho tre fratelli e mia madre non mi chiamava mai il nome giusto la prima volta!!
avatar
Patrizio Pregiato
nutrìcu
nutrìcu


Torna in alto Andare in basso

Re: Il dialetto pugliese

Messaggio  Alfonso Chiaromonte il Mer 30 Lug 2008 - 17:02

Meno male... grazie. Me ne stavo facendo una colpa....
avatar
Alfonso Chiaromonte
affiziunatu
affiziunatu


http://xoomer.alice.it/poggioimperiale

Torna in alto Andare in basso

Re: Il dialetto pugliese

Messaggio  Flavia Vizzari il Gio 31 Lug 2008 - 8:23

Alfonso Chiaromonte ha scritto:Meno male... grazie. Me ne stavo facendo una colpa....

Scusami... ma ho scritto perchè (NON RIDETE) in verità sono rimasta alcuni minuti a cercare dove avesse scritto Stefano.... king ...cose che succedono eh eh
avatar
Flavia Vizzari
Spicialista
Spicialista


http://blog.libero.it/Artevizzari/

Torna in alto Andare in basso

Re: Il dialetto pugliese

Messaggio  Alfonso Chiaromonte il Ven 26 Set 2008 - 15:19

Flavia Vizzari ha scritto:Ho notato una diversità tra il dialetto pugliese del salento e il pugliese del gargàno, curiosando per Web, ho trovato questa sintesi che mi appare molto interessante....

http://www.friendsofpuglia.org/dialetti/index.htm...
study

Poesia dialettale garganica: appunti per un panorama *

di Cosma Siani

Sembra che l'aspirazione a esprimersi dialettalmente nel Gargano appartenga all’entroterra più che alla costa, e sia rurale più che marina, meridionale più che settentrionale. Allo stato di fatto, l'intera area a nord del Promontorio garganico compresa nel triangolo Lesina-Cagnano-Peschici sembra ben povera di produzione dialettale in raccolta, mentre si rinvengono numerosi dialettali inediti o editi sporadicamente. Tra questi, il padre Javicoli di Vico ha dato un saggio vernacolare traducendo in vichese la preghiera dantesca alla Vergine dal canto xxxiii del Paradiso (che si affianca alle traduzioni garganiche del canto i dell’Inferno ad opera di De Cristofaro, Tusiani e Granatiero). La fascia costiera si rivela produttiva a Manfredonia, dove è possibile rinvenire un’attività dialettale più corposa e continuativa, e discretamente a Vieste. (Il repertorio distinto per paesi, ed esteso a molti inediti, è in Mariantonietta Di Sabato, "Poesia e teatro dialettale del Gargano. Repertorio biobibliografico", in Sergio D'Amaro, M. Di Sabato, C. Siani, a c. di, Poesia dialettale della Capitanata. Tavoliere-Subappennino-Gargano, Roma, Cofine, 1997, pp. 79-94).

Si profila invece un asse portante San Marco in Lamis-San Giovanni Rotondo-Monte Sant'Angelo. Anzi, considerando che Monte ha un suo prolungamento in Mattinata, sulla costa sottostante, per comunanza di dialetto, e un naturale sbocco a mare e pianura in Manfredonia, dove molti montanari si sono trasferiti, si può ritenere che l'area San Marco-San Giovanni-Monte, con le diramazioni di Mattinata e Manfredonia, rappresenti l'asse della produzione dialettale in Gargano. A cercar ragioni per simile geografia culturale, si pensa subito alle correnti di pellegrinaggio, con la loro miscela di gente linguaggi esperienze idee: da un lato il flusso secolare verso il santuario di San Michele a Monte Sant’Angelo, che seguiva una via naturale di ingresso al Gargano - la direttrice che da San Severo taglia San Marco e San Giovanni appunto, oggi corrispondente al secondo troncone della strada statale 272 San Severo-Monte, e in passato alla "via sacra dei longobardi"; dall’altro lato, il moderno turismo religioso verso il santuario di Padre Pio, che ha fatto di San Giovanni Rotondo il centro più popoloso ed economicamente florido del Promontorio. D’altra parte Manfredonia, tradizionale ingresso al Gargano dal mare, portava mescolanza di genti e di lingue con i commerci legati al suo porto.

Ma cosa ci dice la poesia dialettale garganica (di cui una selezione bibliografica viene data in appendice a questo saggio), e soprattutto come si pone rispetto alla rinascenza dialettale di fine secolo ventesimo? Vediamone intanto una panoramica, rimandando, per esempi individuali, alle sillogi di C. Siani, Poesia dialettale del Gargano. Antologia minima (Roma, Cofine, 1996), e "Gargano", in D'Amaro-Di Sabato-Siani, cit. (pp. 47-78).

Se consideriamo le tendenze del Novecento dialettale individuate in quella che è la maggiore opera di riferimento, La poesia in dialetto, a c. di FrancoBrevini (Milano, Mondadori, 1999, p. 3165): una "produzione media municipale espressa dai ceti colti di estrazione agraria e borghese", una linea "di matrice narrativa e comico-realistica", "la poesia satirica e giocosa e quella engagée", le "nuove esperienze liriche" e lo "sperimentalismo dialettale", vien fatto di collocare agevolmente gli esempi più probanti della produzione garganica nell’una o l’altra delle prime tre, che costituiscono eredità consolidata nella tradizione e nella mentalità.

Ma prima ancora di incontrare tali esempi, ci imbattiamo in un livello di base, diciamo, ad artificio zero: una normale funzione comunicativa, un "dire" in dialetto, che espone pensieri considerazioni episodi in tono colloquiale, spingendosi nella manipolazione retorica poco più di quanto non si faccia ordinariamente parlando a fini quotidiani, privo di scaltrezza metrica o di sicuro controllo del verso libero. È la posizione del dialettofono bilingue che, trasferendo in iscritto la parlata locale, chiama "poesia dialettale" le proprie espressioni - da vedere piuttosto come comunicazione corrente in dialetto orale appoggiata alla pagina. Non siamo certo nell'ambito della crociana letteratura dialettale "spontanea", perchè qui c’è volontà (o velleità) di far poesia a imitazione dell'italiano; ma siamo vicini a un tono vernacolare popolareggiante più o meno consapevole, più o meno elaborato, con tutta la ripetitività e lo scarso o occasionale interesse che può suscitare quando si pone ambizioni d'arte.

Attorno a siffatto estremo basso della poesia garganica gravita tuttavia un fervore di iniziative pubbliche e private che costituiscono un sostrato, di livello anche mediocre, ma che sprona alla pratica, quindi alla consapevolezza laddove vi si innestino stimoli nuovi; e che comunque apre alla concezione di una dignità d’espressione del proprio dialetto. Caso esemplare è l'attivissima Manfredonia, con un considerevole numero di autori, un concorso annuo per la miglior poesia carnascialesca, un'animata pratica teatrale in dialetto. È nell'effetto imitativo e moltiplicativo di simile atmosfera che il falegname Pinto si mette a trascrivere in versi interessanti le sensazioni della propria passata vita di marinaio, con buona scelta di immagini, selezione accorta delle parole e interessante lessico marinaresco, e di recente una tendenza a sganciarsi del tutto dal dialetto localistico a favore della privata espressione lirica. È ancora in questo ambiente che si sviluppa una produzione copiosa come quella di Ognissanti, dalla vena fortemente popolareggiante riflessa in un uso non preoccupato di regolarità metriche o fluidità prosodica, e che trova il proprio timbro sicuro in bozzetti a carattere religioso-popolare, che uniscono l’argomento religione a un'allegria non bigotta, apparentemente dissacrante, ma in realtà disincatata senza che questo contraddica al sistema di valori in cui si integra. Ed è in questa atmosfera che anche delle presenze femminili, meno frequenti nella poesia dialettale garganica, sono incoraggiate all’espressione.

È vero anche il contrario: l'effetto moltiplicatore può venire non da un fervore di base ma dall’autorità di esempi isolati. A Monte-Mattinata, nella scia di de Cristofaro, cronologicamente primo sul luogo e primo di rilievo fra i garganici. A Vieste, di Dellisanti, la cui la briosa vena ironica ritrae aspetti sociali e di costume, con gusto dell’osservazione e talora partecipazione sofferta (in questo angolo di costa vengono attratte nell'orbita dialettale altre presenze femminili). A San Marco, la pubblicazione di Borazio negli anni Settanta sembra aver dato incremento al dialetto di Tusiani, ed ambedue hanno incoraggiato il giovane Aucello, autore di sapide raccolte dal linguaggio autenticamente popolano, disinibito e denso. A San Giovanni Rotondo un impulso si direbbe venuto dall'intensa attività teatrale in dialetto promossa da F. P. Fiorentino e dai suoi prosecutori.

Anche al di là di quello che abbiamo chiamato "livello di base", è comunque prevalente l'elemento atteso e scontato della tradizione dialettale: i ricordi e la suggestione del tempo ritrovato, il lamento dei giorni mutati che in effetti è rimpianto del tempo perduto, la descrizione paesaggistica e gli scorci di paese, il bozzetto e l'arguzia popolana, la religiosità rituale, gli aspetti contadini e pastorali che si intridono all'esistenza di paese.

Ora, se ci chiediamo quanto della dialettalità garganica è acquisito nella scena nazionale, registriamo due presenze, Borazio di San Marco e Granatiero di Mattinata, entrate in repertori vasti compilati da addetti ai lavori (l'antologia mondadoriana Le parole di legno di Chiesa e Tesio, la garzantiana Poesia dialettale dal Rinascimento a oggi di Spagnoletti e Vivaldi, il saggio di Brevini Le parole perdute per Einaudi). Certamente, le scelte dipendevano dallo stato delle conoscenze disponibili ai compilatori; eppure a tutt’oggi rappresentano la doppia punta dell'iceberg garganico: da un lato il meglio che la tradizione primonovecentesca potesse dare, con Borazio (a cui bisogna però associare de Cristofaro, oggi che è venuto in giusta luce); dall'altro, lo scrollarsi di dosso motivi e atteggiamenti di quella tradizione per esprimere più liberamente e modernamente il proprio mondo, nel caso di Granatiero.

La produzione garganica si aggrega attorno a questi due poli. Ma quello che maggiormente la impronta di sé è il polo Borazio-de Cristofaro, con il suo registro a base realistica variante dall'umoristico al lirico-malinconico al patetico. È in quest'orbita che gravitava senza saperlo il realista ante litteram Alessandro Nobiletti di Ischitella nel primo Ottocento, e oggi il suo conterraneo Luciani. A Monte, Di Jasio, con i suoi vivaci contrasti a due voci, in special modo di argomento scolastico; e Michele De Padova, che guardando al Gargano dalla lontana Alessandria in una affinata recherche, trova la principale molla nella sensazione del tempo ritrovato espressa con tempra colta. A San Giovanni Rotondo, Michele Capuano, che ha trovato la sua forma felice nei componimenti brevi, nel quadretto, e principalmente nella gustosissima rappresentazione di cibi piatti sapori aromi locali, con la raccolta Gargano amore (titolo suggestivo che gioca sulla connotazione "amore" = "sapore/aroma", nei nostri dialetti); e Giovanni Scarale, il cui tratto distintivo sembra consistere nel denso tessuto linguistico, una forte trama di suoni, significati, giri di frase, che riscattano argomenti convenzionali, e che si ritrova più nelle poesie antiche che in quelle recenti, più in quelle di descrizione ambientale che in quelle di impegno politico-sociale. A Sannicandro, Alfredo Petrucci, la cui sterminata produzione nel suo campo di lavoro - l’incisione e le arti figurative - potrebbe far sembrare marginale (e certo non lo è, per intimità di legame) la scrittura in dialetto; la sua collezione di centosessantasette distici, Epigrammi della montagna, appare come un taccuino dell'artista: appunti fissati a volo, un atteggiamento, una piega emotiva, un'arguzia, un gesto, da utilizzare nelle proprie incisioni di tipi e tratti garganici. A San Marco in Lamis, Tusiani, che prolunga e intensifica la tradizione del poemetto e della favola morale, con una produzione prolifica e sistematica, a cadenza annuale.

In tutta questa produzione si insinuano talora inquietudini e stati più marcatamente lirici, i quali, associati a strutture colte, la sospingono verso quella soglia espressiva oggi intesa come neodialettalità: certo spleen di Scarale già a fine anni Sessanta; e in Guerra e Rignanese, a Monte Sant’Angelo, le impressioni in versi rapidi, l’aerea cattura di tratti ambientali - un colore, una sfumatura di luce, un oggetto in un angolo di paese, solitudini, dettagli inerti; e un uso libero e modulato del verso in Serricchio, che si manifesta in dialetto dopo una vita e una reputazione come poeta in lingua. Lo stesso ischitellano Luciani accede a forme e atteggiamenti più personali e freschi rispetto alla tradizione vernacolare. Così Pinto a Manfredonia. Non siamo ancora a una consapevole svolta neodialettale, che verrà pienamente con Granatiero, ma sembra che ce ne siano i segnali.

Cfr.
http://userhome.brooklyn.cuny.edu/bonaffini/DP/siani.htm
avatar
Alfonso Chiaromonte
affiziunatu
affiziunatu


http://xoomer.alice.it/poggioimperiale

Torna in alto Andare in basso

Re: Il dialetto pugliese

Messaggio  Flavia Vizzari il Ven 26 Set 2008 - 20:22

molto interessante study
avatar
Flavia Vizzari
Spicialista
Spicialista


http://blog.libero.it/Artevizzari/

Torna in alto Andare in basso

Re: Il dialetto pugliese

Messaggio  marco vitali il Mar 8 Giu 2010 - 10:04

Alfonso Chiaromonte ha scritto:Certo! C'è una diversità che deriva dagli uomini che si sono stanziati in quei luoghi. Diverse sono state le popolazioni che si sono succedute nel tempo, portando con sé tutto un bagaglio di cultura localle, a partire dalle proprie tradizioni.
Perciò il dialetto è sempre in continuo fieri.

sono uno studente di 16 anni e cercando informazioni sull'influenza della lingua spagnola sui dialetti dell' Italia meridionale mi sono ritrovato in questo forum.
devo fare una tesina su questo argomento e forse voi che siete degli studiosi di questi dialetti potete aiutarmi a trovare bibliografia sull'argomento o indicarmi qualcuno con cui parlare di questo tema sia ll'universitá di Lecce o Bari.
Vivo a Shanghai in Cina ma ritorno in giugno per le vacanze in Puglia

marco vitali
frischeru
frischeru


Torna in alto Andare in basso

Re: Il dialetto pugliese

Messaggio  Admin il Mar 8 Giu 2010 - 23:26

marco vitali ha scritto:
Alfonso Chiaromonte ha scritto:Certo! C'è una diversità che deriva dagli uomini che si sono stanziati in quei luoghi. Diverse sono state le popolazioni che si sono succedute nel tempo, portando con sé tutto un bagaglio di cultura localle, a partire dalle proprie tradizioni.
Perciò il dialetto è sempre in continuo fieri.

sono uno studente di 16 anni e cercando informazioni sull'influenza della lingua spagnola sui dialetti dell' Italia meridionale mi sono ritrovato in questo forum.
devo fare una tesina su questo argomento e forse voi che siete degli studiosi di questi dialetti potete aiutarmi a trovare bibliografia sull'argomento o indicarmi qualcuno con cui parlare di questo tema sia ll'universitá di Lecce o Bari.
Vivo a Shanghai in Cina ma ritorno in giugno per le vacanze in Puglia


La nostra Forumista Alba Terranova sta per Laurearsi in Lingue con Tesi su un tema di Lingua spagnola ... le dirò di mettersi in contatto :-))


"... e chiovi" di Flavia VIZZARI - ediz. del Poggio * AGGIUNGI AL CARRELLO






Artista Flavia Vizzari


Presidente Asas e delegata Regione Sicilia Onlus Mecenate
......
Sito Personale : http://artevizzari.altervista.org

avatar
Admin
Spicialista
Spicialista


http://linguasiciliana.altervista.org

Torna in alto Andare in basso

Re: Il dialetto pugliese

Messaggio  marco vitali il Dom 4 Lug 2010 - 23:26

sarei grato di potermi mettere in contatto con la Signora Alba terranova. Mi trovo in Puglia e potrei anche andare a trovarla. Come faccio a mettermi in contatto con lei?
Io posso essere contattato alla mail
cinziafrancavita@yahoo.com

grazie

marco vitali
frischeru
frischeru


Torna in alto Andare in basso

Re: Il dialetto pugliese

Messaggio  Flavia Vizzari il Gio 29 Lug 2010 - 8:58

AlbaTerranova è mia figlia :


alba86@gmail.com
avatar
Flavia Vizzari
Spicialista
Spicialista


http://blog.libero.it/Artevizzari/

Torna in alto Andare in basso

Re: Il dialetto pugliese

Messaggio  Contenuto sponsorizzato


Contenuto sponsorizzato


Torna in alto Andare in basso

Torna in alto

- Argomenti simili

 
Permessi di questa sezione del forum:
Non puoi rispondere agli argomenti in questo forum